Economia circolare quotidiana


Si moltiplicano costantemente, in Italia, in Europa e nel mondo, iniziative ed eventi che promuovono e sviluppano l’economia circolare applicata al quotidiano.

A Napoli, nel cuore del popolosissimo rione Sanità è nato un progetto per riciclare vecchi computer, riutilizzando i metalli nobili contenuti nei PC fuori uso per realizzare oggetti di artigianato di qualità come orologi, penne e bigiotteria varia.

A Torino, nel cuore del Balon (il famoso mercato dell'usato) ha aperto recentemente il suo primo punto vendita “Ri-generation”, una nuova impresa basata sul riciclo che intende espandersi e diventare una vera e propria catena commerciale.

Si tratta di un’iniziativa molto interessante, nata attorno ad un tradizionale negozio di ricambi per elettrodomestici che ora, grazie anche all’opera di ex tecnici dell’Indesit espulsi dal mercato del lavoro a causa della delocalizzazione, riparano gli elettrodomestici con ricambi originali e li rivendono a prezzi mediamenti dimezzatri rispetto al nuovo.

È questa un’iniziativa particolarmente stimolante anche sul piano culturale, nella quale il valore aggiunto è creato convertendo due diverse forme di “rottamazione”: quella degli elettrodomestici e quella delle competenze professionali.

Di più ampio respiro è un’iniziativa di dimensione europea, ideata dall’italiano Ugo Valluri ma con sede a Londra. Si tratta di Restart Project, che si pone l’obiettivo di diffondere la cultura del riparare gli oggetti anziché sostituirli, organizzando workshop ed incontri durante i quali tecnici esperti insegnano ai sempre più numerosi partecipanti come riparare i propri elettrodomestici.

Nel prossimo week-end questi eventi si svolgeranno anche in Italia, a Milano e Firenze, come potete vedere nel calendario del sito ufficiale che vi suggeriamo di consultare frequentemente.

Partecipando agli incontri, ciascuno di noi può acquisire le competenze necessarie a risolvere, con un po’ di pazienza e  poca spesa, i classici problemi che incontriamo ogni giorno: la lentezza del nostro portatile, il rasoio elettrico rotto, lo smartphone che non si accende…. Con un po' di esperienza e capacità di reperire velocemente informazioni online, si può arrivare a una soluzione dell'80% dei casi.

Molto spesso infatti compriamo oggetti nuovi non per necessità, ma per pigrizia o per mancanza delle conoscenze necessarie per la manutenzione di quelli che abbiamo già: l’obiettivo del progetto non è delle riparazioni gratuite, ma sconfiggere l'obsolescenza programmata e recuperare la manualità in una società esasperata dal consumismo attraverso la diffusione di saperi e di competenze.

Qui si apre allora un tema più ampio, che abbandona la sola dimensione quotidiana ed abbraccia l’ambito delle perverse logiche di mercato e l’inadeguatezza dei sistemi legislativi.
Ma questo è già l’oggetto di un prossimo post…
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Commenti
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