La raccolta differenziata Pubblica
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La Raccolta Differenziata dei rifiuti in Italia è diventata, soprattutto in questi ultimi anni, per legge e nei fatti, uno dei pilastri fondamentali della politica ambientale ed economica del Paese. Essa rende possibile il riciclo di molti rifiuti che, se recuperati e trasformati, possono rientrare nel ciclo del consumo più volte.
Ciò permette, da un lato, di ridurre la produzione di prodotti non biodegradabili, basti pensare agli imballaggi costituiti dalle comunissime borse di plastica o agli imballaggi in genere e, dall'altro, di diminuire in maniera importante il volume dei rifiuti conferiti nelle discariche. Ma c'è dell'altro. Il ciclo legato al riciclo dei rifiuti, possibile grazie alla Raccolta Differenziata, non è solo virtuoso da un punto di vista ambientale (bilancio ambientale), ma è anche economicamente vantaggioso per la comunità rispetto a qualsiasi altro sistema di trattamento (discarica o incenerimento). C'è chi addirittura è pronto a scommettere che l'uscita dalla crisi che affligge tutte le economie mondiali sarà possibile grazie all'ulteriore sviluppo di quelle aziende che lavoreranno in maniera eco - sostenibile e che punteranno sullo sviluppo di nuove tecnologie "pulite". Del resto i cittadini e i consumatori sono sempre più attenti. La Raccolta Differenziata, che ogni Comune deve cercare di rendere più efficace ed efficiente per rispettare i parametri normativi, è in grado di mostrare a chiunque quanto costi poco e come ci voglia solo un po' di attenzione per ottenere risultati importanti. Per tutti questi motivi ed altri ancora la Raccolta Differenziata è in grado di generare un circolo virtuoso capace di coinvolgere soggetti a tutti i livelli e quindi di ottenere risultati decisivi e determinanti. La frazione organica: le raccolte delle frazioni organiche e, più in specifico, dei flussi di scarti alimentari (raccolte "secco umido"), costituiscono un tipico caso di raccolta differenziata integrata, in quanto comportano una profonda modifica della natura, della frequenza e della gestione del servizio complessivo, influendo sostanzialmente sui sistemi ed i calendari di raccolta delle diverse frazioni ed in specifico dello stesso Rifiuto Urbano Indifferenziato. Gli imballaggi: l'intensa attività sulla Raccolta Differenziata degli imballaggi che il sistema CONAI - Consorzi di Filiera ha svolto, fin dalla sua nascita (attraverso la stipula delle convenzioni da parte dei diversi soggetti interessati dall'accordo ANCI - CONAI) non è stata e non può essere considerata di per se sufficiente a produrre i risultati attesi dal legislatore (35% entro il 31 dicembre 2003 prorogato al 31 dicembre 2006, 45% entro il 31 dicembre 2008, 55% entro il 31 dicembre 2010 e 65% entro il 31 dicembre 2012). L'impegno del sistema ha comunque contribuito in modo determinante allo sviluppo della Raccolta Differenziata: la raccolta degli imballaggi ha, infatti, esercitato un effetto di "trascinamento" sulla raccolta anche delle frazioni merceologiche similari, che hanno registrato un incremento dei quantitativi raccolti. Nonostante questo, i risultati sulla raccolta a livello complessivo regionale e provinciale non sono soddisfacenti, e sarà necessario mettere in piedi soluzioni di raccolta anche per la frazione organica per raggiungere risultati maggiormente significativi. Il secco residuo: per rifiuto secco residuo si intende tutto quel materiale che non potendo essere riciclato o comunque avviato a recupero rimane indifferenziato e deve essere avviato a smaltimento. Il rifiuto residuo è quindi quello che rimane se si applicano con attenzione le indicazioni per una corretta Raccolta Differenziata. L'esperienza insegna che il rifiuto residuo contiene ancora al proprio interno materiale recuperabile. Attraverso un'ulteriore cernita, infatti, i sistemi di selezione moderni sono in grado di recuperare un ulteriore 20 - 30% di materia prima. |
Il sistema CONAI: la gestione degli imballaggi
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Lo schema italiano per la gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio risulta essere peculiare e caratteristico se confrontato con quanto accaduto nella maggior parte dei paesi dell'Unione Europea.
La specificità del modello italiano deriva dal fatto che, partendo dal principio della responsabilità condivisa di tutti gli attori coinvolti (produttori di materie prime per imballaggi e di imballaggi, produttori di beni imballati, distributori e venditori di beni imballati, Comuni, Provincie, Regioni e cittadini), sono stati richiesti nuovi comportamenti per far fronte a nuove responsabilità. Perno del modello è il CONAI, che rappresenta un consorzio privato senza fini di lucro costituito dai produttori e utilizzatori di imballaggi con l'obiettivo di perseguire i target di recupero e riciclo dei materiali di imballaggio previsti dalla legislazione europea e recepiti in Italia prima attraverso il Decreto Ronchi e, ora, tramite il D.Lgs. 152/06. Come, in parte già anticipato, l'intero sistema si basa su due principi cardine:
Il sistema CONAI si basa sull'attività di sei Consorzi di Filiera … |
Osservatorio Nazionale Rifiuti: Rapporto Rifiuti 2010
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A livello nazionale, secondo i dati ufficiali dell'Osservatorio Nazionale Rifiuti, la Raccolta Differenziata raggiunge, nel 2008, una percentuale pari al 30,6% della produzione totale dei rifiuti urbani. Rispetto al 2007, anno in cui tale percentuale si assestava al 27,5% circa, si osserva, dunque, un'ulteriore crescita, sebbene non vengano ancora conseguiti né l'obiettivo fissato dalla normativa per il 31 dicembre 2008 (45%), né quelli previsti per il 2007 ed il 2006 (rispettivamente 40% e 35%).
I target di raccolta differenziata fissati dal D.Lgs. 152/2006 e dalla legge 27 dicembre 2006, n.296 sono, infatti, i seguenti:
Infatti, mentre il Nord, con una percentuale pari al 45,5%, supera l'obiettivo del 45% fissato dalla normativa, il Centro, con il 22,9% ed il Sud, con il 14,7%, risultano ancora decisamente lontani da tale target (Tabella 1.3, Figura 1.6). |
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Le uniche regioni virtuose d'Italia sono del Nord. Infatti solo il Trentino Alto Adige, il Veneto, il Piemonte e la Lombardia nel 2008 hanno superato la percentuale di legge del 45% raggiungendo rispettivamente il 56,8, il 52,9, il 48,5 e il 46,2%.
Le regioni del Nord che mancano all'appello sono; l'Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia, la Valle d'Aosta e la Liguria le quali hanno raggiunto rispettivamente il 42,7, il 42,6, il 38,6 e il 21,8. In termini di pro capite la media nazionale della Raccolta Differenziata si attesta, nel 2008, a circa 165 kg/abitante per anno, con valori superiori a 246 kg/abitante per anno nel Nord, prossimi a 142 kg/abitante per anno nel Centro e pari a circa 73 kg/abitante per anno nel Sud. Tra il 2007 ed il 2008 la raccolta differenziata cresce, a livello nazionale, di quasi 980 mila tonnellate di cui oltre 540 mila tonnellate (+8,7%) attribuibili alle regioni del nord Italia. Un incremento più contenuto in valore assoluto, circa 290 mila tonnellate, ma decisamente consistente in termini percentuali, +23,8%, si osserva per le regioni del Mezzogiorno, mentre una crescita superiore alle 140 mila tonnellate (+9,4% circa) si rileva per il centro Italia. |
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Percentuale di "Raccolta differenziata" per macroaree geografiche (Regioni),
anni 1999 - 2007 (fonte APAT/ONR) |
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Percentuale di "Raccolta differenziata" dei rifiuti urbani per regione anno 2007
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Raccolta Differenziata per Province
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Riportiamo ora i dati relativi alle province dell'Italia del Nord - del Centro e del Sud e mettiamo a confronto con le quattro regioni più virtuose d'Italia (nell'ordine: Trentino Alto Adige, Veneto, Piemonte e Lombardia) e le mettiamo a confronto con quelle della regione Friuli Venezia Giulia.
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NORD ITALIA: Raccolta differenziata per macroaree geografiche (Province),
anni 1999 - 2007 (fonte APAT/ONR) |
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CENTRO ITALIA: Raccolta differenziata per macroaree geografiche,
anni 1999 - 2007 (fonte APAT/ONR) |
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SUD ITALIA: Raccolta differenziata per macroaree geografiche ,
anni 1999 - 2007 (fonte APAT/ONR) |
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La Raccolta Differenziata della regione Friuli Venezia Giulia
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Analizzando ora i dati relativi alla regione Friuli Venezia Giulia rileviamo che la stessa nel 2008 ha ottenuto una percentuale del 42,6 (di poco superiore all'obiettivo del 40% stabilito però per l'anno 2007).
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Le uniche due provincie della regione ad aver superato l'obiettivo del 45% entro il 2008 sono Gorizia (56,3) e Pordenone (54,2). La Provincia di Udine ha realizzato una raccolta differenziata del 42,5% (di 2,5 punti percentuale in meno rispetto l'obiettivo di legge). La Provincia di Trieste, invece, ha il record negativo di Raccolta Differenziata (20,3% nel 2008) avendo superato a malapena la percentuale del 15% prevista come obiettivo per il 1999.
È dunque indispensabile l'impegno delle amministrazioni locali e delle società delegate al servizio, cui spetta il compito di creare le condizioni organizzative necessarie e sufficienti. Probabilmente si rende necessaria anche una revisione della situazione impiantistica in quanto quella attuale non riesce ad assecondare e promuovere il sistema di raccolta differenziata recuperando adeguatamente il rifiuto. |







