Produzione dei rifiuti urbani in Italia
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I rifiuti sono scarti, quello che rimane delle attività dell'uomo.
È stato calcolato che la mole di rifiuti che ognuno di noi produce in un giorno è pari a circa 1,5 chili. A questi vanno aggiunti i rifiuti lasciati sulle strade, quelli della lavorazione delle industrie, delle cave e miniere, quelli prodotti dagli agricoltori. Ogni anno finiscono nelle nostre discariche oltre 26 milioni di tonnellate di rifiuti, una montagna di immondizia a cui non è facile trovare una sistemazione. Oggi però abbiamo gli strumenti per raccogliere i rifiuti in maniera differenziata, per riciclare e riutilizzare buona parte di quello che scartiamo, per ridurre la quantità di scarti che produciamo. Se impariamo a distinguere i rifiuti e a separarli l'uno dall'altro, agiamo nell'interesse dell'ambiente e della nostra salute. E in più possiamo risparmiare. Bastano pochi gesti per rispettare e tutelare il mondo in cui viviamo - che non è inesauribile - e quindi noi stessi. Perché i rifiuti sono scarti, ma possono diventare una risorsa. |
Produzione nazionale dei rifiuti urbani
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Secondo il rapporto Rifiuti 2009, presentato dall'ISPRA lo scorso aprile 2010, nell'anno 2008 la produzione nazionale dei rifiuti urbani si attesta a poco meno di 32,5 milioni di tonnellate mostrando, rispetto al 2007, una leggera contrazione (-0,2%), che fa seguito alla sostanziale stabilità già riscontrata tra il 2006 ed il 2007 (+0,1%).
Dopo un lungo periodo di crescita si assiste, dunque, ad un'inversione di tendenza nel dato di produzione (Tabella 1.1, Figura 1.1). La discarica è ancora la modalità di gestione dei rifiuti urbani più diffusa, ma la quantità di rifiuti raccolti in maniera differenziata continua ad aumentare. A livello nazionale, infatti, la raccolta differenziata registra una percentuale del 30,6 per cento della produzione totale dei rifiuti urbani, contro il 27,5 per cento rilevato nel 2007. In valore assoluto, la crescita del settore è quantificabile in 700.000 tonnellate, grazie soprattutto al contributo del Nord Italia (circa 447.000 tonnellate), dove la raccolta differenziata è ben sviluppata già da anni in quasi tutte le regioni. |
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Andamento della produzione di rifiuti urbani in Italia, anni 1998 - 2008
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Va rilevato che l’andamento della produzione dei rifiuti urbani può essere legato a diversi fattori; si osserva, ad esempio, una correlazione, più o meno evidente nei differenti anni, tra andamento della produzione degli RU e trend degli indicatori socio economici, quali prodotto interno lordo e spese delle famiglie residenti.
Un ulteriore fattore che può incidere, in maniera anche sostanziale, sul dato complessivo di produzione dei rifiuti urbani è la tendenza, più o meno marcata nei diversi contesti territoriali e a livello di singolo comune, ad assimilare, ai rifiuti urbani stessi, diverse tipologie di rifiuti speciali derivanti dai circuiti produttivi. Questi rifiuti, in accordo con i regolamenti comunali, vengono in diversi casi raccolti nell’ambito dei sistemi di gestione dei rifiuti provenienti dal ciclo urbano e sono, dunque, computati tra gli RU, incidendo in maniera non trascurabile sul dato di produzione annuale di questi ultimi e sul loro andamento complessivo. Le ultime disposizioni normative, introdotte dal D.Lgs. 152/2006, ulteriormente modificate ad inizio 2008, dal D.Lgs. 4/2008, hanno previsto una serie di limitazioni alla possibilità di assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani1. Un ulteriore fattore che può determinare il rallentamento della crescita della produzione dei rifiuti urbani è l’attivazione di misure di prevenzione. Al riguardo si può rilevare che diverse amministrazioni ed, in particolar modo, quelle più avanzate in termini di organizzazione del sistema integrato dei rifiuti, da alcuni anni operano al fine di incentivare la prevenzione e la minimizzazione della produzione di rifiuti. Tra queste misure un ruolo importante gioca, senza dubbio, il diffondersi di strumenti di tariffazione puntuale dei servizi di raccolta, che incidono direttamente sui prezzi dei servizi e dei processi di gestione dei rifiuti, nonché l’attivazione di strumenti finalizzati a minimizzare i flussi avviati ai sistemi di raccolta attraverso la riduzione dell’immesso al consumo di prodotti. Tra questi si citano, ad esempio, l’introduzione di sistemi di erogazione alla spina, la promozione dell’uso dei contenitori a rendere, la diffusione dell’utilizzo di imballaggi secondari riutilizzabili, ecc. In alcuni contesti territoriali, inoltre, è ormai diffuso, da diversi anni, il compostaggio domestico che sta andando peraltro incontro a rapida diffusione anche in altre aree del Paese. Tale pratica consente di allontanare dai circuiti della raccolta quantità non trascurabili di frazione organica, che si configura come una delle matrici di più difficile gestione. La minimizzazione della produzione dei rifiuti può essere, altresì, legata alla progressiva sostituzione dei tradizionali shopper in plastica con sacchetti in plastica biodegradabile, oppure in carta, o in tessuto riutilizzabili, nonché la diffusione dell’utilizzo delle cosiddette borse- carrello dotate di ruote. Tutti i fattori sopra indicati possono svolgere un ruolo più o meno determinate nella stabilizzazione del dato di produzione. Tra il 2007 ed il 2008, in particolare, si registra un calo pari all’1% circa sia per quanto riguarda le spese delle famiglie sul territorio economico che per quanto attiene al prodotto interno lordo (valori concatenati – anno di riferimento 2000). Soprattutto il primo dei due indicatori può rappresentare un parametro utile per una valutazione dell’andamento della produzione dei rifiuti urbani di natura domestica. Una maggiore o minore tendenza all’acquisto da parte delle famiglie può, infatti, tradursi in una maggiore o minore tendenza alla produzione di rifiuti. Dall’analisi delle Figure 1.2 e 1.3 si può rilevare una discreta correlazione lineare tra i due indicatori socio economici presi in esame e la produzione dei rifiuti urbani, con valori di R2 pari a 0,9406, nel caso delle spese delle famiglie ed a 0,928, nel caso del PIL. Tale correlazione si rileva anche riportando i dati di produzione dei RU in relazione alle spese delle famiglie su scala regionale. Prendendo in considerazione tutti i valori dei due indicatori misurati nel quinquennio 2004-2008 per le 20 regioni italiane, si ottiene, infatti, un valore di R2 pari a 0,9455 (Figura 1.4). L’analisi dei dati a livello di macroarea geografica mostra un calo di produzione particolarmente evidente nel Mezzogiorno. (-2,2% circa tra il 2007 ed il 2008) ed una riduzione più contenuta nel Centro (-0,7% circa). Il dato del Nord appare, invece, in controtendenza, facendo rilevare una crescita di produzione pari all’1,5% circa (Figura 1.5). |
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"Produzione di RSU" (1000*t) per macroaree geografiche (Regioni),
anni 1999 - 2007 (fonte APAT/ONR) |
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Produzione procapite dei rifiuti urbani (Fonte APAT/ONR)
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Per quanto riguarda la produzione pro capite, la cui analisi risulta utile al fine di svincolare il dato afferente ai rifiuti dal livello di popolazione residente, si rileva, nel 2008, una contrazione rispetto al valore del precedente anno, che fa seguito al calo già riscontrato tra il 2006 ed il 2007. Nell'ultimo anno, infatti, il dato di produzione pro capite nazionale si attesta a 541 kg/abitante per anno a fronte di un valore pari a 546 kg/abitante per anno rilevato nel 2007 ed a un valore di 550 kg/abitante per anno registrato nel 2006 (Tabella 1.2).
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Produzione pro capite dei rifiuti urbani in Italia per regione, anni 2004 - 2008
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Va evidenziato che sul dato di produzione pro capite incide in maniera sostanziale l'andamento della popolazione residente, che cresce tra il 2006 ed il 2008 di oltre 910.000 unità, di cui oltre 550.000 attribuibili al solo Nord. In questa macroarea geografica, infatti, l'aumento della produzione pro capite appare, tra il 2007 ed il 2008, decisamente più contenuto (+0,4%) rispetto a quanto riscontrato per il valore di produzione assoluta; in relazione al 2006 si rileva addirittura un calo (-0,5%, da 544 kg/abitante per anno a 541 kg/abitante per anno). Il Centro, dal canto suo, pur facendo ancora registrare i più alti valori di produzione pro capite (619 kg/abitante per anno nel 2008), mostra una progressiva riduzione già a partire dal dato 2006. Tale riduzione risulta particolarmente evidente nell'ultimo anno in cui si rileva una decrescita della produzione pro capite di circa 11 kg/abitante per anno. Al Sud, infine, si riscontra, tra il 2007 ed il 2008, un calo della produzione pro capite pari al -2,4% circa, corrispondente ad una diminuzione, in termini assoluti, di 12 kg/abitante per anno.
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"Produzione procapite di RSU" (Kg/ab/anno) per macroaree geografiche (Regioni),
anni 1991 - 2007 (fonte APAT/ONR) |
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Produzione pro capite dei rifiuti urbani per regione (kg/abitante per anno), anno 2007
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